MARTEDI, Luglio 25, 2017

La Storia

Indice
La Storia
La Rinascita
1978/1979
1984/1985
1991/1992
Tutte le pagine


Anno 1942 Oltre cinquant'anni ci separano da quegli avvenimenti che portarono a un mutamento delle coscienze dei cittadini di Sambiase grazie ad un gruppo di giovani (Gregorio Aloe, Domenico Zaffina, Ciccio Belvedere, Pasquale Samele, Ottavio Colleandro, Giovanni Zaffina, Alberto Caparello, Aurelio D'Ippolito, Antonio Mercuri ...) che spinti dalla stessa passione sparsero il seme che portò alla nascita dell'Associazione Sportiva Sambiase. La presidenza di questo sodalizio fu affidata a Luigi Fronda , il tenace avvocato di via V. Emanuele che su quell'alba tutta nuova di fine estate 1946, rovesciò la freschezza e il suo giovane entusiasmo. Ma la prestigiosa carica gli scivolò dalle mani e finì ancora prima dell'alba perché la sua speranza di lavoro trovò rifugio in una provincia del Nord (INAIL di Gallarate). Così il primo Presidente, accompagnato dal dolore, lascia ai fiori di maggio la sua terra , ma la breve pagina di sport da lui scritta non scolora ma si conserva intatta.

Era ormai il 1948, l'anno si distese verso la primavera inaugurando la stagione a lungo sognata. L'Associazione Sportiva Sambiase si iscrisse per la prima volta al campionato di 1^ Divisione nell'ambito delle gare regionali organizzate dalla Lega Sud della Federazione ma il suo cursus honorum viene troncato nella stagione 1951/1952.
Epilogo anticipato del torneo per il Sambiase che non riesce a scavalcare l'ostacolo di quell' infausto giorno di metà Marzo, quando, in testa alla classifica fino a quella sfortunata domenica a seguito dell'invasione di campo alla fine dell'incontro con l'Oppido Mamertina, cadde senza potersi rialzare sotto i tremendi colpi della Lega. Esclusa dal torneo con la squalifica a vita del campo sportivo e di molti giocatori, l'A.S. Sambiase interdetta a partecipare a competizioni sportive, si dissolve in quella grigia sera di fine inverno.
Il ricordo che emerge da dietro quella parete d'ombra è quello di un giorno pallido che sin dal mattino si annunciava carico di eventi sinistri. E tutto si lega a quell'infausta pomeriggio di marzo quando le redini non poterono più dominare la passione che traboccò. Al fischio finale che chiuse le ostilità tra il Sambiase e l'Oppido Mamertina, si compì la vendetta che cieca e sorda si abbatté sui malcapitati atleti del Mamerto. E quando i giocatori avversari scelsero la fuga era ormai troppo tardi: la furia rimbalzò da un capo all'altro del campo. Uno solo (Previti) sotto la tutela di qualche anima buona fu messo al riparo perché nella partita di andata si era distinto per nobiltà d'animo e saggezza.
L'assedio durò fino all'imbrunire finchè le Forze dell'Ordine si aprirono la strada verso la ferrovia. E, mentre nella notte il treno correva verso la salvezza, il sipario chiuse l'atto che portò al patibolo i destini del calcio sambiasino.

GLI ANNI DELL'ATTESA
Quel brutto anno 1952, carico di guai, scricchiolando barcollò e il gioco del calcio non trovando approdo dove ancorare le illusioni si congedò per qualche stagione. Così sogni ed entusiasmi distesi tra le braccia del tempo diedero i loro addii e per quanto si cercasse non si trovò via d'uscita.
Ma la passione per il gioco si cela ancora in molti cuori ed il tempo, lungi dal cancellarne il ricordo, ne accentua l'entusiasmo: quello che rapisce i giovani e unisce i cuori sparpagliati. Per lunghi anni si aspettò quell'arrivo. Gruppi di emissari ( Pietro Cappelli, Antonio e Raffaele Cavalieri, Pasqualino Cristaudo, Pino De Rosa, Gino Caroleo), ruppero la sorte dando segno della loro presenza. Essi, per primi, prepararono i canestri di frutti freschi: quelle squadre giovanili (Giovanile Sambiase, Charitas, Omar Sivori, Intrepido, S. Pancrazio, Saturno) che imprimeranno un'orma decisiva nella storia del calcio locale. Fu il ritrovamento di una strada che ci fu familiare, frequentata dai più straordinari cuori e profumata d'ingualcibile freschezza. E, a distanza di tanti anni, mi piace tendere il ricordo fino alla svolta di quella via dove passò l'ebbrezza profonda, figlia del godimento delle nostre giovanili esistenze.



LA RINASCITA
I giorni caddero con lentezza infinita, nei cuori diminuiva però un clima di attesa e di speranza quando fu portato l'olio alla lampada che svegliò tutto ciò che era addormentato.
Un gruppo di appassionati ( Nicola Samele, Egidio Cupiraggi, Luigi Longo, Paolino Cristaudo, Adriano Cantafio, Antonio Zaffina, Raffaele Mete, Giuseppe Maione, Ciccio Trombetta,.......) legati alla prua del buon Pino De Rosa, salì a bordo di quel sogno mai dimenticato; annodare i fili recisi ricostruendo una compagine in grado di rinverdire i fasti del passato.
Il vento ronzava fresco quel mattino di settembre del 1962; in un angusto locale di via Fiorentino viene costituita la società sportiva Sport Club Sambiase. Più tardi fu trovata la sede sociale in via Vittorio Emanule n°68.


Il prologo di questa nostra storia è tratto quasi integralmente dal libro “...A SAMBIASE C’ERA UNA VOLTA IL CALCIO”, di Francesco Longo. Video impaginazione e fotocomposizione a cura di: Merante Caparrotta Tommaso. Finito di stampare nel mese di maggio 1998 negli stabilimenti grafici STAMPA SUD - Lamezia Terme (Cz) Tel. 0968/22637 – 24195; per il proseguio e quindi da ora innanzi nelle vicende storiche scritte di nostro pugno pur servendosi sempre dell’opera del prof. Longo si sono tenuti in considerazione oltre ai nostri anche i ricordi delle altre “menti storiche”.

Stagione 1973/1974. Tornato sullo scranno societario più alto il dottor Montesanti viste le ristrettezze delle casse ridimensionati gli obiettivi si pensa ad un campionato di transizione. Confermato il trainer Mercuri e puntellata la rosa con un solo nuovo elemento si conclude il torneo all’8° posto più di quanto prevedevano i programmi.
Stagione 1974/1975. I programmi sono quelli di disputare un campionato dignitoso, la società del Presidente Montesanti dopo essersi trovata dinnanzi all’indisponibilità del prof. Mercuri ingaggia il nuovo trainer Sergio Riga di Pizzo. Un inizio promettente infonde fiducia nell’ambiente ma dopo un lungo periodo negativo il Sambiase ripiomba in un clima d’emergenza, la società vi pone riparo esonerando Riga e affidando la
squadra ad Antonio Carlei. I risultati arrivano ma ormai è tardi ed i tifosi devono accontentarsi del 7° posto in classifica.
Stagione 1975/1976. Novità all’interno del sodalizio lametino, il nuovo Presidente è il prof. Antonio Paolillo. La squadra è nuovamente affidata all’esperto prof. Mercuri, l’organico viene rinnovato ed il Sambiase conclude al 10° posto della classifica un dignitoso campionato.
Stagione 1976/1977. Si rinnova l’organigramma societario ma a capo dello stesso figura ancora il prof. Antonio Paolillo il quale consegna la squadra al navigato prof. Mercuri oramai bandiera della compagine giallorossa. Una stagione senza infamia e senza lode che il Sambiase conclude al 7° posto in classifica.
Stagione 1977/1978. L’ennesimo anno di transizione, l’ennesima ed ultima stagione del prof. Cesare Mercuri che dopo anni di lotta e sacrifici e dopo averci regalato 2 promozioni e tante salvezze in campionati che sembravano aver imboccato un sentiero senza uscita dice addio alla panchina giallorossa.



Stagione 1978/1979. Stagione movimentata per il sodalizio giallorosso che dopo aver iniziato l’annata con  a capo il prof. Paolillo la conclude con il prof. Giuseppe Cristiano sullo scranno più alto della società. Sul lato tecnico ingaggiato il nuovo tecnico Pietro Roccella il Sambiase si garantisce un campionato tranquillo.
Stagione 1979/1980. Affidando la squadra al tecnico catanzarese Franco D’Angelo il Presidente Cristiano svela gli obiettivi ambiziosi della società, ma l’epilogo del campionato non segna sussulti di gloria per il Sambiase relegandolo ad una anonima posizione di classifica e lasciando insaziata la sete di vittoria della piazza giallorosa.
Stagione 1980/1981. Abbandonata almeno nei programmi l’idea dell’ennesimo campionato anonimo, la società del Presidente Cristiano affida la squadra al tecnico settentrionale Romolo Marangoni, rafforza i ranghi con elementi di tutto rispetto e si prepara a disputare un campionato da protagonista. Ma le cose non vanno per il verso giusto e dopo aver sostituito il tecnico Marangoni con Antonio Galeno chiude il torneo nel modo che ormai non stupisce più i tifosi: quello di una tranquilla salvezza.
Stagione 1981/1982. Sembra la volta buona. Si registra il nuovo ingresso in società del dottor Montesanti che va a sedere sulla poltrona più alta, la squadra verrà affidata al prof. Oreste D’Ippolito, all’organico vengono innestati i giusti rami capaci di poter dare i frutti sperati. La lunga attesa durata 11 anni è giunta alla fine, le speranze di tutto l’ambiente sono ripagate il Sambiase disputando un torneo da protagonista termina la stagione solitario in testa alla classifica così meritando la promozione nella Serie Promozione.
Stagione 1982/1983. Il sodalizio giallorosso è in tempesta, è crisi totale e per evitare una disastrosa disgregazione la società viene commissariata, viene designato Commissario Straordinario il dottor Montesanti in attesa dell’assemblea dei soci che eleggerà i co-Presidenti Peppino Costabile e Raffaele Misuraca. Ristabilita la quiete dopo la tempesta la nave giallorosa traghettata dal prof. Oreste D’Ippolito viene ora affidata al neo-tecnico Giovanni Grandinetti. Operata una rivoluzione nell’organico il Sambiase termina il campionato al 9° posto in classifica accreditandosi come rivelazione del torneo e immettendo un’iniezione di fiducia nell’ambiente giallorosso.
Stagione 1983/1984. La società dei co-Presidenti Costabile-Misuraca fa sul serio rinnova lo staff tecnico affidando la panchina ad un giovane ma degno di fiducia Adriano Banelli, potenzia la rosa e punta dritto alla vittoria del torneo. E’ il 13 maggio del 1984 quando il Sambiase dopo una lunga rincorsa fa suo il gradino più alto della classifica, corona il sogno di tutti regalando e regalandosi la promozione nella Serie Interregionale.



Stagione 1984/1985. Inizia l’avventura nel campionato interregionale, il duo Costabile-Misuraca affida le redini della squadra al Moro, al secolo Tommy De Pietri,, l’uomo che veniva da Carpi (Mo) e che rimarrà per sempre nei cuori giallorossi divenendone idolo nonché mito. Integrata la rosa con uomini di spessore il Sambiase inizia il campionato nel peggiore dei modi tant’è che il Moro lascia la guida della compagine giallorossa che nel frattempo viene consegnata al catanzarese Audino Arabia, nella cui gestione si registrò un bilancio ulteriormente fallimentare. Sembra che la parentesi interregionale per il Sambiase debba concludersi anzitempo, la dirigenza mette in atto ogni tentativo per salvare quello che agli occhi di tutti appare insalvabile. Riafffida la squadra a De Pietri e si compie quello che molti definiscono il “Miracolo Sambiasino” si scala la classifica chiudendo il torneo al 10° posto. Per la cronaca e per gli inossidabili nostalgici è l’anno della memorabile vittoria al G. D’Ippolito della stracittadina con la Vigor.
Stagione 1985/1986. Il duo delle meraviglie Costabile-Misuraca  si scioglie per dar vita ad un nuovo duo Costabile-Mazzei. La società attenta a non imbattersi in un nuovo tracollo finanziario decise così di affidarsi al tecnico paolano Marcello Pasquino e di sfoltire i ranghi. Nonostante tutto la piazza ci crede e spera nel salto di categoria ma tutti gli entusiasmi vengono bruscamente frenati dai tristi bilanci societari. I sogni dei sostenitori giallorossi divengono illusioni e a loro resta solo la consolazione di un futuro speranzoso…
Stagione 1986/1987. Al timone del veliero giallorosso resta il  solo Peppino Costabile, sulla panchina viene confermato il meritevole Marcello Pasquino che nella scorsa stagione ha dato segni di affidabilità. Il Sambiase mostra i muscoli e a tre quarti del campionato occupa i vertici della classifica ma le solite ristrettezze societarie inducono a ridurre il rendimento così da chiudere il torneo al 7° posto che verrà tuttavia accolto positivamente dai tifosi anche perché va aldilà di ogni più rosea previsione di inizio stagione.
Stagione 1987/1988. Una nuova stagione in cui la società dovrà farsi perdonare per la mancanza di audacia nella precedente. Viene richiamato in “patria” Tommy De Pietri ma le sue incomprensioni con la dirigenza porteranno al suo esonero, sarà l’addio dell’indimenticabile Moro colui che con il suo modo di fare e di vivere il calcio lasciò un segno indelebile in città. Stessa sorte toccò più tardi a Canetti che verrà poi sostituito dal libero Parente con cui il Sambiase chiuderà il campionato al 5° posto.
Stagione 1988/1989. Una stagione buia per il Sambiase di Costabile, ne è sintomo il valzer di allenatori sulla panchina giallorossa: vi si siederanno in successione Parente, Vigliarolo e Mariani. Ma il destino è segnato: la compagine lametina in crisi d’identità e di risultati, abbandonata a se stessa è condannata a tornare a militare nei campionati regionali.
Stagione 1989/1990. Il Presidente Costabile non rinuncia all’ultimo colpo di scena. Restio ad abbandonare una categoria che la città tutta meritava acquista il titolo del Chiaravalle e affida la gestione tecnica ad Amos Mariani già ala destra della Fiorentina e della Nazionale che verrà sostituito nel proseguio del campionato da Nocera. Ma il vecchio veliero abbandonato anche dai suoi tifosi naufraga. E dopo 8 lunghi e indimenticabili anni  anche il capitano Costabile abbandona la nave.
Stagione 1990/1991. Una nuova coppia occupa il tavolo della presidenza ed è costituita da Raffaele Misuraca, vecchia conoscenza della società, e dal senatore Giuseppe Petronio. Verrà allestita una bella rosa in cui figurerà il forte attaccante Nunzio Cambareri, tuttora punto di riferimento nei “ragionamenti della piazza”, e sulla panchina siederà Armando Zolli. Il Sambiase si posizionerà al 5° posto che gli garantirà un posto nel costituendo torneo di Eccellenza Calabrese.



Stagione 1991/1992. La società ha voglia di recitare un ruolo da protagonista in questo nuovo torneo decide quindi di affidare la squadra al prof. Oreste D’Ippolito che dopo 11 anni dalla straordinaria promozione sulla panchina lametina ha voglia di riprovarci. Si svecchia la rosa dando spazio alle nuove leve locali. La mossa è azzeccata ma la sfortuna non consente al Sambiase di effettuare quel salto di categoria da tutti sperato.
Stagione 1992/1993. C’è ancora aria di novità nel sodalizio giallorosso ai partenti Misuraca e Petronio si sostituisce una new-entry, il  Mario Magno che investe del ruolo di trainer Franco Marotta, giovane dal dna giallorossa e dopo aver infoltito la rosa di altri giovani locali consegna alla città un 6° posto di tutto rispetto.
Stagione 1993/1994. La stagione inizia con la rivelazione del Presidente Magno il quale fa sapere che le casse della società sono in rosso, si affida a Pasquale Natalino prima e ad Armando Zolli poi una rosa molto giovane che termina all’ultimo posto una stagione tutta da dimenticare.
Stagione 1994/1995. L’estate serve a smaltire la rabbia di una stagione tutta negativa ma al tempo stesso è utile a buttare le basi per la rinascita. A ricoprire la carica di Presidente del sodalizio lametino è chiamato Francesco Falvo che con fare pragmatico assegna la guida tecnica a Franco Marotta affidandogli il compito di condurre la nave verso rotte che più si addicono alla tifoseria giallorossa. La stagione è entusiasmante ma il Sambiase dovrà accontentarsi di un secondo posto che non gli permetterà il salto di categoria.
Stagione 1995/1996. Ad inizio stagione il Presidente Falvo scommette ancora una volta sul trainer Marotta, ma gli eventi di Dicembre provocano un terremoto all’interno del sodalizio giallorosso: cambiamenti di guardia su tutti i fronti: tecnico e societario, al dimissionario Marotta subentra D’Ippolito e il Presidente Falvo schiacciato dagli eventi è costretto a passare il testimone ad una nuova cordata d’imprenditori, che riconoscendo al loro predecessore oggi dirigente i meriti di un'azione di salvataggio della società giallorossa, elegge Presidente lo sportivissimo  Carmine Parisi. Si conclude al 6° posto una stagione molto movimentata che regala parecchie emozioni.
Stagione 1996/1997. Inizia in pompa magna la nuova stagione. La sala consiliare dell’ex-comune di Sambiase in stile da gran galà si presenta gremita in ogni ordine di posto. Società, staff-tecnico, squadra e tifoseria sembrano suggellare un patto di forza dalle buone intenzioni, ad imprimere un'affidabile sigillo di garanzia la nomina a Presidente Onorario al dott. Francesco Montesanti. Il Presidente effettivo Nicola Calidonna affida le redini della squadra al lamentino Giovanni Agresta. L’avvio sembra di buon auspicio ma nel proseguio le cose non vanno per il verso giusto, la squadra non reagisce ed il primo a farne le spese è il tecnico Agresta che rassegna le dimissioni. Al suo posto subentra il catanzarese Panteleone Barberi ma ogni suo tentativo di raddrizzare le cose è vano. Tutte le speranze di salvezza vengono quindi affidate al preparatore atletico, il giovane prof. Alberto Pullia, lamentino e giallorosso di dna, che non delude e consegna alla tifoseria un bottino ricco di 7 vittorie consecutive che scalda i cuori giallorossi consci che possono avere di più.
Stagione 1997/1998. Una nuova stagione è alle porte e l’aria che si respira profuma sempre di vittoria. Il Presidente Calidonna ingaggia il tecnico lametino Giovanni Scardamaglia e gli consegna una rosa composta in gran parte da giovani e promettenti lametini. Altro non può accadere che una galoppata vincente conclusasi con due giornate d’anticipo e con 9 punti di vantaggio sulla seconda. Il Sambiase torna dopo 4 anni in Eccellenza categoria che gli è certo più consona ma che  sta sempre stretta ad un ambiente a ragione insaziabile.

 

Sambiase Lamezia Calcio società calcistica di Lamezia Terme

A.S.D. Sambiase 1962 squadra di calcio di Lamezia Terme